Nome: Tra le varie spiegazioni etimologiche, quella più convincente è che il nome derivi da un tema cot(t), collina, vertice di montagna, quasi "collina tagliata". (G.Alessio-M.De Giovanni). Secondo gli storici locali, Tagliacozzo sarebbe sorta (in maniera analoga a quanto era avvenuto per altri centri marsicani) dall'aggregazione di piú casali. (Febonio, Di Pietro, Gattinara, Marini). Sarebbe passata, quindi, sotto la signoria dei Berardi e, dal 1239, sotto quella di Giovanni del Ponte (o De Pontibus). Piú o meno agli inizi del XIII secolo vien fatta risalire la costruzione di una torre, innalzata in prossimità della chiesetta di S.Maria in Forca (poi chiamata ... Vedi sezione STORIA
La interessante collezione di antichità egiziane, orientali, etiopiche, oltre alla raccolta numismatica e fialtelica (attualmente da catalogare ed esporre) è opera di due straordinari personaggi ambedue appartenenti all'ordine francescano: padre Gabriele Giamberardini e padre Tommaso Casale: il primo operò in Egitto per circa un ventennio (dal 1950 al 1970) in qualità, tra l'0altro, di docente del seminario Orientale di S. Cirillo a Giza e di Prefetto degli Studi nella Missione dell'Alto Egizio, e portò in Italia un quantitativo ragguardevole di reperti archeologici, in parte affiatata per la conservazione, al santuario di Maria SS.ma dell'Oriente in Tagliacozzo. Vedi sezione MUSEI E MOSTRE
La località offre bei Monumenti, quali il Palazzo Ducale, Piazza dell'Obelisco "salotto d'Italia", il complesso monastico di San Cosma e di San Francesco con lo splendido chiostro ... Vedi sezione ALBUM FOTOGRAFICO
Senz'altro la perla del patrimonio artistico tagliacozzano, anche se decenni di incuria e di sciagurati interventi di ristrutturazione ne hanno compromesso l'integrità, ne si può dire, ancora oggi, che il calvario del monumento sia finito. La fondazione, gli ampliamenti e gli interventi decorativi del complesso spettano tutti alla famiglia Orsini. Il palazzo risulta gia costruito ed agibile agli inizi del XIV secolo, come si evince da un contratto - conservato in copia presso l'Archivio di Stato di Roma - in data 20 aprile 1336, rogato appunto da Orso Orsini nel palazzo stesso. Il suo aspetto doveva tuttavia essere ben diverso dall'attuale: limitato al solo primo piano... Vedi sezione STORIA